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Milan Fashion Week: “fairy tales” di Philipp Plein

Sono arrivata alle 20.30 in Piazza Vetra al Teatro Alcione, rinominato per l’occasione Philipp Plein Teatro. La gente aveva già iniziato ad accalcarsi all’ingresso, dove potenti riflettori indicavano la strada ed un illuminazione curata trasmetteva un atmosfera magica, ricca di attese.

 Una volta all’interno, superati pochi gradini, “mi ritrovai per una selva oscura”: il passaggio alla sala del teatro era stato allestito letteralmente come un intricato labirinto di passaggi tra fitti arbusti. Gli ospiti dovevano farsi strada con le loro forze tra questa foresta incantata (Fairy Tale Forest) per raggiungere una sala già allestita con grande cura.


Il tema della “Fairy Tale Forest” avvolge lo spettatore in tutti i sensi: visivamente alberi incantati ricoperti di cornacchie crescono tra gli spalti, sui muri si ritrovano grovigli di rami dove si muovono lucciole proiettate insieme a lampi. Il rumore della pioggia e dei tuoni si confonde a quello delle cornacchie, che ti aspetti balenare tra il fumo, che come nebbia, nasce dalle radici degli alberi.


L’interno del teatro è stato stravolto: il camminamento delle modelle, in vetro riflettente, è a forma di ferro di cavallo, interrotto sui due lati lunghi da due ponti illuminati da luce blu, che si sono dimostrati non semplici ostacoli per le modelle da scavalcare. All’interno del percorso le gradinate per gli spettatori si ergono come tanti terrazzamenti, che culminano con un pianoro alla sommità dove un albero, più grande e meraviglioso degli altri trasmette l’incanto di questa serata magica.



Mentre la sala si gremiva, ho potuto ancora più apprezzare l’incredibile lavoro di allestimento del team di Philipp Plein e la curiosità di vedere quale abbigliamento lo stilista avrebbe offerto ad una donna coraggiosa capace di superare col suo coraggio questa foresta simbolegiante la vita moderna.

Quando le luci si sono spente e mi apprestavo a fotografare le prime modelle unìincredibile sorpresa ci aspettava: è entrata in sala la Queen of disco degli anni ’70: Grace Jones. Esibendosi dal vivo avvolta in un abito metallico e sormontata da un copricapo geometrico in “Libertango”, ha lasciato tutti stupiti e carichi per l’inizio della sfilata.




30 abiti si sono succeduti declinando lo stile Plein in pelle, pelliccia, maglieria e scintillanti decori d’orati che hanno lasciato entusiasti i fan dello stilista che ha reso omaggio al suo pubblico in un giro di passerella mentre dall’alto cadevano scintille d’oro.

La festa non era ancora finita, mentre tutti si caricavano con Vodka e Red Bull, Grace Jones è salita di nuovo sul palco per regalare ai fan di Philipp altre canzoni tra cui la mitica “Slave to the Rhythm”, sulle cui note ho lasciato la sala, consapevole di aver vissuto un’altra pietra miliare della carriera del grande stilista tedesco.

Ecco il mio video-summary, non ideale, ma giusto per dare un idea della serata


Rehersal

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